Pensieri e Parole di una di una Mamma (bis) Principiante

mercoledì 29 ottobre 2014

UN'ADORABILE TESTA DI CAZZO: POST VARIEGATO E SVARIONATO

Non sono una persona facile.
Ne sono consapevole.
Ho un carattere forte, spesso spiazzante.

Tutti i miei amici di vecchia data concordano che, le prime volte che hanno avuto a che fare con me, non è stato semplice ma che - superati i primi momenti - sono una persona diversa da quella che "metto in pista" da subito.


Probabilmente questo è dovuto al fatto che ho sempre dovuto interfacciarmi (e sopravvivere) più con maschi che femmine. 

Ho due fratelli maschi.
I miei vicini di casa erano tutti maschi (e non ce n'erano altri).
Per dire: avevo la casa di Ken e non quella di Barbie....


A scuola ero molto vivace così mi sedevano sempre vicino ai maschi per non farmi chiacchierare.
Sul lavoro la maggior parte delle persone con cui mi sono interfacciata per anni era dell'altra metà della mela.
Ricordo che, quando ho fatto il colloquio (26 anni e non proprio malaccio ai tempi), e ho detto che avrei voluto lavorare nell'ICT, la selezionatrice mi disse "Guarda che l'ambiente è quasi totalmente maschile, non sarà facile". E invece sono stati anni divertentissimi, di cui conservo ancora moltissime amicizie. 

Il mio approccio è diventato diretto, senza "fronzoli", pragmatico.

E spiazza.

Vengo da una famiglia semplice. I "salamelecchi di corte" non hanno mai fatto parte della mia vita.
Certo, le basi dell'educazione "formale" ci sono sempre stati, ma i miei sono persone "di cuore" più che "di forma".
Se arrivi a casa loro alle 11 del mattino, minimo minimo mia mamma ti invita a pranzo. Non perchè "deve", ma perchè le fa piacere, è ospitale. E, come minimo, dopo pranzo vai via con una borsata di verdura dell'orto e una forma di pane fatta in casa.

Forse non sarà "elegante" ma loro ti accolgono, fosse anche solo con una pasta in bianco e una fettina al burro.

Da questo punto di vista siamo un po' atipici come piemontesi. Dicono che al nord siamo "freddi" e inospitali. Questo non si può proprio dire di noi. Quando ho visto "Il mio grosso grasso matrimonio greco", mi sono rivista più nella famiglia greca che nell'altra.

Loro, non si offendono. Del tipo che se dici "Non mi posso fermare perchè dovrei alzarmi ancora con la tazzina del caffè in  mano perchè ho un impegno e non è educato", mia mamma ti dice "mangiare devi mangiare, che problema c'è? Quando hai finito vai via".

Non sono stata abituata a vedere il "rancore". A casa mia si discute, ci si manda anche pesantemente "affanculo" per poi ridere e scherzare dieci minuti dopo. Non per convenienza, ma perchè si litiga sul contenuto e non sul nostro rapporto. Soprattutto con mio padre: litigate da scintille, urla e poi gli butto una battuta. Lui ride. Finita.

Una volta, durante una litigata furiosa, per dirgli che era fuori come un balcone gli ho detto "Ma a te t'hanno rapito gli alieni? Poi alla prima rotonda t'hanno buttato giù perchè già non ti sopportavano più..."
Siamo scoppiati a ridere. Ricondotta la discussione a toni umani, l'abbiamo finita senza coltelli.

E comunque, nonostante le discussioni, ci siamo sempre gli uni per gli altri qualsiasi cosa accada perchè la famiglia viene prima di tutto.

Anche sul lavoro o in amicizia mi è capitato di discutere animatamente, ma l'oggetto è sempre stato il lavoro o una questione, non la persona, quindi davanti ad un caffè si è sempre risolto tutto.
Poi non mi piace litigare, in genere stronco i litigi sul nascere cercando la soluzione, più che lo scontro.
Poi capita, anche con mio Marito, ma in genere si risolve parlando e chiarendo. Per fortuna litighiamo poco, ma quando capita generalmente non andiamo mai a dormire "litigati".

Quindi il mio imprinting è così.

Nonostante il mio carattere, sono comunque una persona gentile e disponibile. Solare e allegra. Questo me lo riconoscono tutti.
Le persone che mi stanno accanto sanno che possono sempre chiedermi una mano o un consiglio. Se posso, aiuto. Spesso mi viene chiesta un'opinione su qualche cosa: "Tu cosa faresti?".

E' difficile perchè le questioni sono personali e delicate. Evidentemente proprio pazza non sono e la mia opinione è tenuta in considerazione.

Quando sono stata assunta in questa azienda, sono stata inserita in un gruppo di lavoro di 20 persone (solo 3 donne), per tre mesi. Con quasi tutti ho fatto subito amicizia, ma con un due o tre proprio non c'è stato feeling da subito, anche perchè essendo donna era scontato che accettassi le soluzioni "dei maschi". 
Io amo il dato "oggettivo" quindi o mi dimostri che la tua soluzione è giusta o per me puoi essere Dio e io ti convincerò che ho ragione.

Sfiga (o fortuna) vuole che mi abbiano mandato in trasferta con uno di questi tre: 800 km in due.
Il tizio in questione non aveva l'auto, quindi ho preso la mia. Era terrorizzato del fatto che o sarebbe morto in un incidente o, nella migliore delle ipotesi, ci saremmo persi.

Bene. Non è morto in autostrada, visto che mi sono sempre mossa molto in auto e la mia guida è sicura. Non ci siamo persi: i navigatori non esistevano, ma sapevo leggere una cartina e ho un buon senso dell'orientamento. 
Il viaggio era lungo. Per forza, si doveva parlare.

E parla te che parlo io, alla fine si è sciolto visto che né era morto né si era perso. Durante il viaggio di ritorno gli ho fatto le imitazioni di tutti quelli del gruppo (pure mia) di lavoro e si è sbellicato dalle risate.

Tornati dalla trasferta, il fatto che non ci fossimo scannati a morsi ha stupito tutti. 
La frase più bella è stata: "Ma no, sembra solo stronza! In realtà è molto simpatica!"

Basta andare un pochino oltre la corazza.

Ho molti amici, di lunga e lunghissima data. Magari non ci sentiamo spessissimo, ma ci siamo.
Molto amici li ho sparsi in Italia e nel mondo: USA, Australia, vari stati UE, tutte le regioni italiane.
Sotto questo punto di vista FB è un valido strumento di condivisione quotidiana perchè, purtroppo, non ho molto tempo per telefonare. 

Non mi piace chiamare in orario di lavoro, perchè a me darebbe molto fastidio. Non sopporto quelli che ti chiamano in orario lavorativo e ti dicono: stavi lavorando? No...facevo presenza, ma sto giocando a Sodoku... 
Non chiamo nemmeno mio Marito in orario di lavoro, se non in casi di urgenza. E comunque, prima di chiamare, di solito mando un sms per chiedere se disturbo. Spesso è in riunione e la telefonata della "mogliettina" non è proprio professionale. Lui lo sa e se vede che chiamo, risponde sempre perchè sa che è necessario che ci parliamo.

La sera è impossibile telefonare, perchè i bambini vogliono la mia attenzione e una telefonata che duri più di 3 minuti non è ammissibile, mi farebbero impazzire. E allora vai di Facebook, whatsapp, sms ad orari improbi.

Quando dobbiamo vederci, cerchiamo di fissare una data e poi scatta la frase "sentiamoci liberi". Quindi, se alla fine qualcuno ha i bimbi malati, la cena del prozio d'America che ha fatto al sorpresa o simili...pazienza. 
Tutto molto easy, non mi piacciono le costrizioni: se dobbiamo vederci deve essere un piacere non una maratona.
Poi, ormai, sono un'esperta del "ricalcolo percorso" quindi non ci sono problemi.

E poi sono una spaccacoglioni perfezionista. Se penso di avere ragione e non mi convinci del contrario, ti prendo per stanchezza finché fai come dico io. E tutto deve essere sempre fatto al meglio che si può fare.
Se, però, mi rendo conto che la soluzione proposta è la migliore, butto la mia e prendo l'altra (ovvio che penso "perchè non ci ho pensato?").

Non mi piacciono le critiche. Le incasso. Ci resto male, subito. Ma poi ci penso a mente fredda e cerco di capire se sono davvero così o mi sono posta male. Nel caso, cerco di migliorare sempre.
In passato molti lati del mio carattere erano molto più spigolosi ma con il tempo ho limato molti aspetti grazie anche a fastidiosissime critiche costruttive :-)

Sono molto territoriale, casa mia è il mio regno e - se potessi - metterei un ponte levatoio. Non è aperta a tutti: ovvio che non lascio le persone fuori di casa, ma il mio atteggiamento cambia a seconda del feeling che ho io con i miei ospiti. Le persone con cui mi sento bene, possono considerarsi a casa loro. E io mi comporto come se a casa ci fossero membri della famiglia.

Un esempio? L'altra settimana sono venuti i nostri amici per una pizza e mentre stava cuocendo in forno, io ho piegato il bucato appena uscito dall'asciugatrice. La mia amica non si è offesa per niente. Quando andiamo da loro vale la stessa cosa. Tutto al grido di "take it easy"

Certo, ci sono delle occasioni più formali e non con tutti si può fare così, ma mi sento davvero impacciata. In genere, se le persone sono "di casa", preferisco. Mi sento più libera e a mio agio. Sotto questo punto di vista, sono molto come mia mamma.

C'è da dire che a volte mi sento a mio agio con persone appena conosciute.
Questione di pelle.

Quando avevamo ospitato una i membri della delegazione francese per il gemellaggio del mio comune, avevamo avuto la fortuna di avere un'adorabile coppia di mezza età. Dopo un'ora che erano da noi, mi sembrava di conoscerli da sempre! Anche loro si sono trovati bene, infatti ci sentiamo e vediamo ancora adesso a distanza di quasi 5 anni. 

Avevamo dato loro addirittura le chiavi di casa. Anzi, ora che ci penso, verranno per la fiera di S. Martino a novembre! Bisogna che mi attivi!

E' successo così anche per Tata K.
Dopo un'ora che la conoscevamo, girava per casa dietro ai bambini e a me non dava fastidio (è una cosa che nel 98% delle volte mi da un fastidio enorme, da parte di chiunque).

Sono una persona seria e affidabile: il senso del dovere per me è molto forte. Se ho una scadenza la rispetto, se ho un impegno lo porto a termine fino in fondo. Mai potrei pensare di tradire mio Marito, ancora meno adesso che ci sono i bambini. Certo, adesso c'è l'amore ed è tutto facile, non mi interessa altro. Ma se questo dovesse mancare, credo subentrerebbe il senso del dovere. 

La famiglia viene prima di ogni cosa. In primis i bambini e mio Marito.
Chi tocca loro, muore.

ehm...non sono rancorosa, dicevo.

Nel 99% dei casi.

Puoi pestarmi i piedi una, due, dieci volte: lascerò perdere, cercherò di appianare le cose. Sono per il quieto vivere comune. E magari avevi una giornata storta o posso aver frainteso. Pazienza.

Puoi pestarmi i piedi dieci, venti, cento volte: cercherò di spiegarti che mi da fastidio se mi pesti i piedi, forse non sono stata abbastanza chiara io nel dirti cosa mi irrita. Cercherò di essere più semplice nelle spiegazioni.

Puoi pesarmi i piedi cento, duecento, mille volte: sempre cercherò di metterci una pezza, anche se mi costa già un po' più di fatica. Ti darò una possibilità, ancora una, siamo esseri umani. Proverò a spiegare di nuovo. Magari a cambiare un po' io, per venirti incontro. Magari andrà meglio.

Ma se mi pesti i piedi la volta 1001, sei morto.
Vieni cancellato dalla faccia della terra e dalla memoria.
Viene fatto uno shift-canc della tua persona.

E puoi saltare, ballare, erigere palazzi e statue in mio onore. 
Niente.
Game over.
La possibilità te l'ho data, tante e tante volte. 
Anche contro il mio orgoglio e contro la mia presunzione di avere sempre ragione, perchè non ce l'ho - sempre - la ragione. 
Ho sempre fatto un passo indietro.

Ma se non hai capito, se proprio non hai capito che bastava poco, un piccolo passo, un gesto, allora non spreco più il mio tempo. 

Zac. 
Un taglio e via. 
Non ci penso più.

Per fortuna non è successo molte volte nella mia vita. 
Le conto sulle dita di una mano e forse avanzano.
Ho sopportato tanto, perchè ci tenevo molto.
Alcune persone se ne sono andare  per sempre, senza voltarsi indietro.
Altre hanno cercato di tornare. Inutilmente.

E' più forte di me. 
Se prima sbraito e mi infervoro, mi arrabbio e ci provo, quando scatta la volta mille e uno divento anaffettiva e fredda come il ghiaccio (Frozel direbbe Giulia). E' una parte di me che non amo, ma succede.

Poco per fortuna.

Mi scatta proprio qualche cosa, come se si spegnesse la luce. 

Tac. 
Involontario.

Quando accade, mi resta solo un retrogusto metallico e amaro in bocca, come quando inghiotti una pillola non particolarmente buona, ma necessaria per la tua sopravvivenza. 

Non resta nemmeno la rabbia. 
Perchè la rabbia è legata a qualcosa a cui tieni. 

E quando non provo più rabbia per una cosa, so che la volta milleuno è arrivata. 

Sono volitiva anche in questo.

Se mi metto in testa una cosa, sbatto la testa finché ci arrivo...almeno vicino.
Mi spendo fino allo sfinimento, fino all'ultima risorsa fisica.
E Giulia, in questo, mi somiglia davvero tanto.
Come mi somiglia nello spirito di competizione.

Io quando gioco, gioco per vincere. Poi se perdo, pazienza: c'è chi è più bravo. Ma non gioco mai solo per "partecipare". Non è divertente.

Avete presente quando nel film "Ritorno al futuro" Michael J. Fox non sopporta quando gli dicono "Tu non hai il coraggio?".
Ecco. Io. Uguale.

Leggendo sopra, sembro quasi un mostro. Ma presa tutta insieme non sono male. Non lo dico io, lo dicono gli altri.
Prendere ogni singolo aspetto di me singolarmente sarebbe come assaggiare la farina prima di farci una torta, o bere il bianco dell'uovo crudo.

Ma messo tutto insieme il risultato non è male: sono una persona che in tanti cercano per appoggio, consiglio, affetto, divertimento, professionalità....
Ho tanti amici, i colleghi si trovano bene con me, ho un Marito che mi adora e una bella famiglia. 

Le persone mi cercano: ecco il dato oggettivo.

Certo, ci sono molti aspetti su cui dovrei ancora lavorare. L'irruenza, la schiettezza che a volte andrebbe limata a favore della politica, il perfezionismo che a volte andrebbe un po' lasciato perdere...e tanto altro, ma ho una vita piena anche grazie a come sono fatta (male).

Mio Marito riassume tutto questo con: sei un'adorabile testa di cazzo!

E a chi non piaccio, pazienza. 
Non si può piacere a tutti perchè....non tutti hanno buon gusto!!!















6 commenti:

  1. che esplosione di sentimenti. Cosa succede? febbre troppo alta?
    :)
    Ilenia

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    Risposte
    1. ihi ihi oltre la febbre un po' più di tempo per scrivere :-)
      poi in questi giorni ho avuto modo di parlare con un po' di persone che non sentivo da tempo e ognuna mi ha ricordato alcuni di questi aspetti. l'ho messo giù come promemoria, magari tra dieci anni mi rileggerò e dirò :oddio ero così!

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  2. Apperò... che dire? In realtà, detta fuori dai denti, non è che tu ne esca benissimo da questa tua specie di biografia autorizzata... però concordo sul fatto che gli aspetti specifici non rendono mai giustizia al tutto. Anche io ho sempre a che fare con uomini... e, ti dirò, la cosa non mi dispiace affatto.
    In realtà sono molto simile a te... forse è per questo che questa tue descrizione mi ha smosso qualcosa.
    Sai, io a volte invidio le donne gne gne.... capisci a me... Però poi penso che, ad essere così, ho u na vita che mi piace e affetti sinceri, e quindi, al diavolo le donne gne gne.... :)

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  3. Si, in effetti ho messo molto l'accento sui lati "negativi" di me, ma il senso è: nonostante questi, presa nell'insieme non solo malaccio. Non ho scritto che sono sensibile e mi commuovo spesso, che mi piacciono le coccole e i gesti carini. Comunque non ho enfatizzato gli aspetti che piacciono a tutti...insomma la parte "gne gne" che comunque c'è.
    Anzi a volte più che lati negativi sono lati che non ti aspetti da una donna...
    Io preferisco avere a che fare con gli uomini, le donne sono troppo "corte del re" per me. Gli uomini si scannano e poi si bevono una birra.
    Sono una persona sincera, schietta. Spesso non piace questa cosa...ma come dici tu meglio le cose vere che le cose gne gne :-)

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    Risposte
    1. Certo, ovviamente la sensibilità e la dolcezza, le piccole cose, i gesti carini... son tutte componenti del carattere di una persona, ma questo non la rende, automaticamente, gne gne. Quelle che intendevo io sono le donne che sembrano venute fuori da un telefilm anni 60, quelle che hanno come unica priorità parrucchiere e gossip, quelle che senza tacco non si sentono donne, quelle che paiono bamboline sempre sul punto di rompersi e per questo hanno sempre bisogno di un uomo, quelle che non prendono mai la macchina perchè c'è sempre un cavaliere che si immola alla causa, quelle che hanno mille persone che l'aiutano, e loro vanno in palestra, quelle che fanno yoga solo perchè fa figo ma non hanno ancora capito a cosa serva, quelle che ridono con la mano davanti alla bocca perchè se no è scortese... Non so come dire...

      Ti assicuro che se ne conosci qualcuna, hai capito a chi mi riferisco. E se non ne conosce, beata te!! :)

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    2. Eh si, ne conosco qualcuna. Ho capito il tipo di persona che intendi. Vade retro! NO! Io non voglio un cavalier servente, ma un compagno d'arme. Sono più genere Giovanna d'Arco che donzella smarrita :-) ma non tutti gli uomini sono così intelligenti e sicuri di sé da accettare una donna così.

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