Pensieri e Parole di una di una Mamma (bis) Principiante

lunedì 9 luglio 2018

AUGURI GABRIELE!

6 anni fa, come oggi.
La domenica non mi sentivo bene, ero nervosa, avevo dolori strani. Visti i mille ricoveri per rischio parto prematuro, nessuno si aspettava nulla. 
Ma io lo sapevo. 
Lui stava arrivando.

Alle 5.00 del mattino, senza preavviso, da 0 a cento il dolore delle contrazioni. 
La morte. 
Abbiamo chiamato subito l'ambulanza perchè papà, prima di correre in ospedale, doveva stare con Giulia in attesa dei nonni.

Alle 5.07 il primo cazziatone dal personale medico: "Perchè ha aspettato tanto a chiamare? Si vede la testa...non spinga". 
In 7 minuti lui era già affacciato al mondo.
Non spinga...come se dipendensse da me.

Allertano l'ospedale, mi aspettano. L'ambulanza parte a sirene spiegate. 4 km di delirio di buche e dossi.
Intanto tutti i vestiti della parte di sotto non ci sono più.
"Non spinga" (Hai rotto!!!).

Arrivati al PS, si rendono conto che sono nuda dalla vita in giù, mi coprono con un telo. Mi scaricano in fretta e furia dall'ambulanza e partono di corsa. Girando nella vecchia sala d'attesa in derapata, il telo vola via....e io resto in mondovisione!
E così, fino alla sala parto. Pazienza.


Arriviamo in reparto e mi visitano. Intanto io credo di morire...
"Questa volta proprio non ce la faccio" Penso.
Sapevo cosa mia spettava, riviverlo è tutta un'altra storia.
Ricordo che pensavo "Devo ricordami che è come mille mal di denti, se me lo scordo... devo ricordami questo".

Vedo le facce scurirsi... "Non spinga"
AVETE ROTTO! NON POSSO CONTROLLARLO!
Intanto chiamano il pediatra d'urgenza. Lui ha il cordone arrotolato al collo e sotto ad un braccio...un casino, ma io non posso proprio controllarmi. 
Mi concentro. 
Ci provo. 
Ci riesco. 
Finché mi dicono, finalmente: "Ora spinga!"
Poi non so, ho un vuoto. 
Ricordo solo il dolore più disumano che potessi provare. 
Ore 7.29. Lui nasce. 3630 kg. 50 cm.
E il dolore scompare, di colpo.

Dopo poco lo appoggiano a me. Lui si tira su, sui gomiti. Mi guarda, punta il seno e con il passo del leopardo lo raggiunge. Pochi secondi di vita e lui sa cosa fare. 
Io no. 
E' una scena che non scorderò mai, perchè mi sembrava impossibile che un affaretto così piccolo avesse una tale determinazione (poi ho capito che la sua testa è proprio dura così!).
Io piangevo. Per il dolore, per la stanchezza, per la paura, per la felicità.

Sei un bambino speciale. Lo dicono tutte le mamme, ma di te non lo dico solo io.
Rifarei tutto mille volte, pur di averti qui.
Auguri piccolo topo!

3 commenti:

  1. Augurissimi! Come passa il tempo...è già grande!

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  2. GIORGIAAAAA ma dove sei finitaaaaa?!
    Petra

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