Pensieri e Parole di una di una Mamma (bis) Principiante

mercoledì 11 marzo 2015

LE PAROLE CHE NON TI HO DETTO

Mi piace scrivere.
Mi piace farlo in italiano corretto.
Mi piace imparare parole nuove.
Mi piace leggere.
Capisco il dialetto piemontese (molto simile al francese), ma non lo parlo per niente.

Di base.

Le mie email di lavoro non escono dalla mia posta in uscita senza aver controllato che siano scritte bene, corrette e comprensibili.

Poi a volte scrivo di getto o parlo con qualcuno con cui ho confidenza e un po' svacco. Sul blog mi lascio andare e non bado moltissimo alla forma, a volte ci vorrebbe troppo tempo, che non ho.

Ci sono parole, però, che dico appositamente in modo scorretto oppure prese dal dialetto. Mi piacciono quelle e uso quelle, consapevolissima che sono sbagliate. E' una scelta dell'errore consapevole.

Inoltre, il dialetto piemontese è come l'inglese: con una parola si riesce spesso a rendere un concetto quindi a volte non c'è una vera e propria traduzione 1:1, ma 1:intero discorso esplicativo.

Il mio personalissimo vocabolario: 



Tamagnùn: è il carro a rimorchio che si attacca dietro al trattore. La parola è piemontese e si usa anche tra le persone che parlano italiano, anche se non si sta parlando in dialetto. In un libro regalato ai bimbi c'è la storia di due nonni che abitano in campagna. I due nonni delle figure sono scandalosamente uguali ai miei genitori e il loro carretto si chiama proprio Tamagnùn, mentre il trattore si chiama Signora Berta. 

Bagnùr: è l'annaffaitoio in piemontese. Giulia non dice bene la R, la sostituisce con la L e quindi per lei è bagnuL. Annaffiatoio è davvero troppo lungo, quindi abbrevio con bagnùr!

Grilét: è l'insalatiera in piemontese. Anche qui, la parola insalatiera come innaffiatoio è troppo lunga, quindi "prendimi un grilét per i pomodori!"

Le parole sopra descritte sono usate esattamente come in dialetto. Poi ho anche delle favolose storpiature del dialetto (se parlo male, lo faccio bene!)

Ràbasare: deriva dal verbo piemontese "rabasé". Per tradurlo in poche parole è "pulire il piatto o la ciotola". Pulisci il piatto/ciotola fino all'ultimo cucchiaio si dice "Rabasa!". E così quando i bimbi mangiano lo yogurt, ma ne lasciano un terzo sul fondo vado di "Ràbasa!!!"

Turiare: deriva dal verbo piemontese "Turié", ovvero mescolare. La classica domanda  a tavola è "E' già turiata l'insalata?". Oppure una variante è "il turiu".
Quando hai un turiu alla pancia hai dei favolosi mescolamenti di stomaco dovuti alla digestione di kg di cibo.

Trapias: è il treppiede. Si dice di persona che cammina senza sicurezza e si inciampa, così come un treppiede è meno instabile di uno sgabello con 4 gambe.

Taburét da piano: è lo sgabello del pianoforte. Quando si dice che una persona è un taburet da piano, si vuole intendere che è bassa e larga, un po' come Sconsy della TV, avete presente?

Pigiamare: questa è una storpiatura dell'italiano, di un sostantivo come pigiama. Però pigiamare mi piace un sacco!

Due storpiature che, invece, mi danno fastidio sono le classiche "escilo" e "scendilo". Non si possono proprio sentire!
Non che le mie siano più vip ma...de gustibus!

Svicio (pron. szuicio): è l'italianizzazione del piemontese sviciu. Si dice di persona sveglia, furba, scafata ma anche di bimbo avanti nello sviluppo. Anche qui, una parola racchiude un concetto e si rende l'idea più velocemente.

Panà\Brusà\Bujiù: dal piemontese, nell'ordine impanato\bruciato\bollito.
Ma la cucina non c'entra niente! Si dice di persona:
- panà (impanato): "alla frutta", senza scampo, fregato
- brusà\bujiù: si dice di persona sconnessa, con cervello bollito/bruciato. 

Sminkio: questo "neologismo" da me coniato riprende i termini di cui sopra con l'aggiunta del concetto del "bimbo minkia", tutto scritto volutamente con la K.
Uno sminkio è una persona un po' così...come dire...sminkio! Un po' brusà... un po' bujiu....Che non c'è molto di testa... o anche potenzialmente intelligente ma che, cresciuto sotto una campana di vetro, è "molle".
Mi piace talmente tanto che ho iniziato ad usarlo anche per le cose "rovinate".
Tipo "mi si è sminkiato il file" quando dati o formule vengono cancellati o non vanno.... 

Esticazzi: scritto proprio tutto attaccato, quindi non è una parolaccia. Lo uso come sinonimo di "ma davvero?" "E che cavolo!"/"Accidenti!
Però è più un rafforzativo di questi concetti. 

E voi, avete delle parole che usate solo voi con la vostra famiglia e che altri non capirebbero?


10 commenti:

  1. Su pigiamare già ti ho detto cosa penso, il resto è veramente simile al francese ed ha un accento molto simpatico vero?

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    1. molto alla Litizzetto o alla Magda di Furio...si!

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  2. Anche io ho un mio lessico personale, che si affianca a quello ufficiale. Comprende diversi termini del mio dialetto, il palermitano e svariate traduzioni. In più, tutta una serie di parole e modi di dire le cui origini si perdono nelle generazioni passate. Il termine ''sminchiato'' (qui con la c) è largamente usato da noi, considerando che il termine d'origine è la parolaccia più utilizzata in Sicilia. Una curiosa fusione tra la parolaccia e il termine ''arriminare'',che significa mescolare, ha dato vita ad ''arriminchiare'', che significa sia mescolare, sia darsi una smossa, muoversi. Un termine che detesto, ma che con sgomento ho scoperto essere corretto, è scancellare. Qua è molto utilizzato e mi fa l'effetto delle unghie sulla lavagna. Brrr...

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    1. SMINCHIATO ESISTE!??!?!?! OH WOW!!!! E io credevo noon mi capisse nessuno! Ma anche Sminko?
      Arriminchiare è bellissimo! Credo proprio che lo adotterò!
      Scancellare proprio non posso sentirlo, per quanto corretto sia!

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    2. Terribile scancellare, vero? No, sminko non si usa, la i qua è d'obbligo.

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    3. Scusa Sminkio con la i ho sbagliato a scrivere!

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    4. Ah ecco..si, certo che si usa, ma con il ch invece della k. Il termine sminchiare si usa in tutte le sue declinazioni.Pigiamare lo uso anch'io. Un modoedi dire carinissimo, che a casa mia usiamo da sempre con i bimbi è "è arrivato mastru pinnìca" ovvero "mastro pennica". Si dice ai bimbi quando cominciano a sbadigliare x il sonno.

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  3. Pure qua si va di italiano inframmezzato da dialetto.. certe cose come il dialetto non le rende nulla!

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  4. ahahaah.......allora, direi che nel nostro personale dizionario esistono:
    -SCIACCAGNOSO: termine sentito al mare durante una sagra di paese da due anzianotti vicini di panca residenti da anni in Liguria ma di origini sicule o giù di lì. Identifica una persona che a causa di un'influenza o di una sonora dose di botte risulta danneggiato nel fisico o anche solo nello spirito, praticamente una sorta di sinonimo di "bastonato".
    -FAFIUCHE'. termine piemontese di persona che milllanta capacità che non possiede, ovvero ottimo venditore di fumo.
    -SPURGNUF: quando Vittoria era piccolina e abitavamo nell'altra casa, la sua cameretta era nel sottotetto e per farla abituare a dormire da sola nel lettino mio marito aveva disegnato sul soffitto spiovente una serie di stelline fluorescenti, la più grande venne battezzata appunto SPURGNUF e tutte le sere al momento della nanna si era stabilita l'usanza di salutare la stellina che avrebbe vegliato tutta la notte. "Sei proprio uno spurgnuf" è diventato sinonimo di amico semi-immaginario ma non troppo.

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    1. FAFIUCHE' lo uso anche io!!!!
      Mi sono dimenticata ma abbiamo anche lo STRUMPADI'...uno strano animaletto che morde le dita di chi tocca quello che non deve :-)

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